[it] La maestra


Stramaledetto Google Earth.
Oggi passavo con la sua “Street View” per le strade della mia infanzia. E mi sono trovato davanti alla vecchia scuola mia. Scuola Generale 147. Il dito sul rotella del mouse su è fermato, incapace di distogliere quella immagine sul edificio al quale avevo speso otto anni della mia vita.
Otto lunghi ani.
I più belli……….. in assoluto.
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Tenevo stretto stretto la mano di mia mamma mentre percorrevamo i corridoi di quella che chiamavano ” la scuola”. Quanta confusione nella mia testa. Quanta gente…. mamme…. bambini… ragazzi… mazzi di fiori… maestre e maestri…. zaini…. il “ding ding ding” di quello campanello che non vedevo e non riuscivo nemmeno a capire suo ruolo.
“Imparerai”, mi aveva detto mamma.
Un odore non ancora estinto di verniciatura fresca, si mescolava con quello del mio zaino nuovo e dei quaderni appena comprati ieri. E quel corridoio….. lungo. Infinitamente lungo.
Un esplosione di sensi.
Ci siamo fermati davanti a quella porta che aveva una semplice carta con delle scritte che io non capivo. Sapevo un po leggere (mamma si era già preso cura), ma non riuscivo a capire lo stesso.
Classe 1C
Ho guardato mamma. Lei mi fissava sorridendomi.
– Hai paura Vale? Non avere. Vedrai, ti piacerà.
Ed entreremo.
Qui il mondo cambierò. Cosi, come nel paese delle meraviglie di una certa Alice che mi leggeva mamma. Sparito il rumore….. le grida dei bambini nel corridoio che avevo attraversato. Anche se, anche qui c’eravamo in tanti. Bambini e genitori. Soltanto che… qui parlavano tutti piano, Quasi sussurravano. Mamma mi indirizzo verso una di quelle strane tavolette inclinate, e mi fece sedere sulla panca. Cominciai a curiosare intorno a me. Anche sotto la panca, dove si trovava un posticino scuro e dove avrei dovuto sistemare il mio zaino. Di fianco, un signore barbuto mi fissava dal suo quadro. Un certo Darwin
Silenzio, per favore.
Quella voce alta, ferma e potente arrivava da una signora appena entrata. E che si reco vicino alla scrivania davanti. I sussurii e le poche parole che erano in corso rimassero per aria. Sguardi curiosi la fissavano con attenzione.
Il mio nome è Paula Georgescu, e sono l’insegnante di questa classe. La 1C.
Si fermo guardandoci come se volesse registrarci mentalmente e continuo…
Vorrei prima di tutto augurarmi una buona collaborazione e…..
Guardavo incuriosito quella donna. Quella donna che, non la sapevo ancora, ma che per quattro anni avrebbe dovuto essermi insegnante. Una seconda madre (dicevano i miei). Aveva cosi, una aurea intorno a se e mi sembrava cosi sicura, cosi severa e forte che niente in questo mondo avrebbe avuto coraggio di contraddirla. Non avevo nessun dubbio, per lei non esistevano nessun mistero in questo mondo a avrebbe avuto risposte a qualsiasi domanda. E questa impressione mi davano anche i occhi di tutti quei genitori che lo ascoltavano. Stregati. Mamma compresa.
Poi, piano piano, cominciarono delle domande. Dai genitori. Io non capivo molto, ma le risposte rapide, corte, implacabile mi dimostravano come la Signora padroneggiava la situazione. Insomma, si vedeva che era come a casa sua. Poi… ad un certo punto…. la Signora li caccio via tutti genitori, esprimendo il desiderio di restare da sola, con noi.
Apriti cielo. Un ansia generale si scateno come al segnale. Non ero uno abituato a star attaccato alla gonna di mia madre. Avevo fatto anche asilo nido settimanale. Ma quei pianti, quei “non voglio che vai, mamma” di alcuni come me, mi turbavano. Mamma capi subito. Si abbasso e sistemandomi capelli disse.
– Non fare come una femminuccia Vale… tu sai com’è, sei già stato.
Un nodo nella gola mi impediva ma sforzandomi gli sorrisi e riuscii a balbettare
– Si mamma, non ti preoccupare… io sono forte
– Bene, e per non farmi vedere i suoi occhi umidi si alzo e… se ne andrò. Senza guardare indietro. Ed io che non avevo capito molto, stavolta avevo una certezza…..
Il mondo……. non sarebbe stato lo stesso come prima. Per me.


………………………………………………………………………………………..
P.S.Come dicevo, stramaledetto Google Earth. Con i suoi “zoom” e “street view”.
Ma anche un Grazie. Di cuore.

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2 responses to this post.

  1. Bellissimo! Grazie. 🙂

    Rispondi

  2. buona domenica Valentino, ho letto il tuo commento da ifigenia……..Sara

    Rispondi

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